I seduti

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta PoesieTemi PoliticaEpoca XIX secolo

Neri di lenti, butterati, gli occhi cerchiati di anelli
Verdi, le loro dita bitorzolute contratte sui femori,
Il sincipite chiazzato di vaghe rugosità
Come le fioriture lebbrose dei vecchi muri;

Hanno innestato in amori epilettici
La loro fantastica ossatura ai grandi scheletri neri
Delle loro sedie; i piedi alle stecche rachitiche
S’intrecciano per le mattine e per le sere!

Questi vecchi hanno sempre intrecciato con i loro seggi,
Sentendo i soli vivi imperlare di calce la loro pelle,
O, gli occhi al vetro dove appassiscono le nevi,
Tremando del tremore doloroso del rospo.

E i Seggi hanno per loro delle bontà: consumata
Di bruno, la paglia cede agli angoli dei loro reni;
L’anima dei vecchi soli s’accende, fasciata
In queste trecce di spighe dove fermentavano i grani.

E i Seduti, ginocchia ai denti, verdi pianisti,
Le dieci dita sotto il loro seggio dai rumori di tamburo,
Si ascoltano sciacquettare tristi barcarolle,
E le loro zucche vanno in rollii d’amore.
– Oh! non fateli alzare! È il naufragio…
Sorgono, ringhiando come gatti schiaffeggiati,
Aprendo lentamente le loro scapole, o rabbia!
Tutto il loro pantalone s’gonfia sui loro reni gonfi.

E voi li ascoltate, battendo le loro teste calve,
Ai muri scuri, appiccicando e appiccicando i loro piedi storti,
E i loro bottoni del vestito sono pupille fulve
Che vi agganciano l’occhio dal fondo dei corridoi!

Poi hanno una mano invisibile che uccide:
Al ritorno, il loro sguardo filtra quel veleno nero
Che carica l’occhio sofferente della cagna battuta,
E voi sudare, presi in un atroce imbuto.

Riseduti, i pugni annegati in maniche sporche,
Sognano quelli che li hanno fatti alzare
E, dall’aurora alla sera, grappoli di tonsille
Sotto i loro menti gracili si agitano da scoppiare.

Quando l’austero sonno ha abbassato le loro visiere,
Sognano sul loro braccio seggi fecondati,
Veri piccoli amori di sedie in cima
Dalle quali fieri scrittoi saranno orlati;

Fiori d’inchiostro che sputano pollini in virgola
Li cullano, lungo i calici accovacciati
Come lungo i gladioli il volo delle libellule
– E il loro membro si stuzzica a barbe di spighe.

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-i-seduti-arthur-rimbaud/