Horus

Poesi di Gérard De Nerval Epoca XIX secolo

Il dio Kneph tremando scuoteva l’universo,
Isi, la madre, allora si levò dal suo giaciglio,
fece un gesto d’odio al suo sposo selvaggio,
e l’ardore d’un tempo brillò nei suoi occhi verdi.

“Lo vedete, disse, muore, quel vecchio perverso,
tutte le brine del mondo sono passate per la sua bocca,
legate il suo piede torto, spegnete il suo occhio losco,
è il dio dei vulcani e il re degli inverni!

“L’aquila è già passata, lo spirito nuovo mi chiama,
ho rivestito per lui la veste di Cibele…
è il figlio prediletto di Ermete e di Osiride!”

La dea era fuggita sulla sua conca dorata,
il mare ci rimandava la sua immagine adorata,
e i cieli raggiavano sotto la fascia d’Iride.

Gérard de Nerval

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-horus-gerard-de-nerval/