A M. B.
Voi li conoscete bene questi amanti delle radure,
Questi spettri, tornati, dalla tomba intirizziti,
Sotto la luna bluastra e le sue pallide luci…
Danzano nei cimiteri,
Ma nel mio cuore, essi sono seduti.
Sono lì, tutti, seduti con malinconia,
Nell’immobilità dei morti, sotto i loro sepolcri:
E pallidi e afflitti, credendo che li si dimentichi,
Non sospettano di essere per noi la Vita,
Più potenti di lei e molto più belli!
O spettri degli amori finiti, — spettri di donne,
Che fate i nostri rimpianti peggiori dei rimorsi…
Voi non tornate solo la notte nelle nostre anime…
Ma dei giorni più chiari voi annerite le fiamme
E, morti, fate di noi dei morti!
E tu, tu che mi credi vivo, — vivo ancora,
Perché lo ridivento sotto i tuoi sguardi così dolci, —
Temi i sentimenti folli dei cuori al loro aurora,
E non apprendere che c’è in questo cuore che ti adora
Un muro di morte tra noi!
Jules Barbey d’Aurevilly
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-gli-spettri-jules-barbey-d-aurevilly/
