Sono il Tenebroso, – il Vedovo, – l’Inconsolato,
Il Principe d’Aquitania dalla Torre abolita:
La mia sola Stella è morta, – e il mio liuto stellato
Porta il Sole nero della Malinconia.
Nella notte del Sepolcro, Tu che mi hai consolato,
Rendimi il Posillipo e il mare d’Italia,
Il fiore che tanto piaceva al mio cuore desolato,
E la pergola dove il Pampino alla Rosa si unisce.
Sono Amore o Febo?… Lusignano o Biron?
La mia fronte è ancor rossa del bacio della Regina;
Ho sognato nella Grotta dove nuota la Sirena…
E due volte vincitore ho traversato l’Acheronte:
Modulando a turno sulla lira d’Orfeo
I sospiri della Santa e le grida della Fata.
Gérard de Nerval
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-el-desdichado-gerard-de-nerval/
