Eclissi

Poesi di Victor Hugo Epoca XIX secolo

La terra a tratti dubita; non si comprende più.
L’uomo ha davanti agli occhi della nebbia, un riflusso,
Non si sa che di pallido e di crepuscolare;
Non si ha più letizia, non si ha più collera;
La sparizione produce lo smarrimento.
L’occhio feroce del gufo guarda spaventosamente.
Ogni sorta di lampi inspiegabili brillano.
L’altare pende, e i vermi del sepolcro vi brulicano.
Tutto si mescola; Irmensul somiglia a Geova;
Il saggio stupefatto balbetta e se ne va;
Il male sembra identico al bene nella penombra;
Si vede solo il piede della scala del Numero
E non si osa salire verso l’oscuro infinito.
Dodona vagamente parla a Getsemani,
L’Eta fuma non lontano dal Sinai che tuona;
Si fruga, si sogna, si nega, si litiga, ci si stupisce;
Dei ciechi tra loro si mostrano il cammino;
Il divino cielo ha torto davanti allo spirito umano;
Il pensatore è credente, lo scienziato è ateo;
La coscienza ascolta, prova, e, sviata,
Prende il falso per il vero in questi tentennamenti.
Dove l’uno vede dei veda, l’altro vede dei romanzi.
Le cose che si chiamavano virtù perdono le loro forme.
Le mostruosità fanno ombre enormi
Fin sulla anima umana e sul firmamento.
Più onore, più fede, più nulla, più giuramento.
Si vede ancora la cima, non si vede più il faro.
Un bagliore di torcia imporpora la tiara.
Si cerca di vedere, si vaga, si va, il collo teso.
L’amore in fondo ai cuori batte l’ala smarrito Come se non fosse più al sicuro nell’uomo.
La strada è nera; si grida, ci si chiama, ci si nomina.
Chi dunque è là? Parlate. Si tasta il vicino.
La folla sparsa fluttua con un rumore di sciame;
Ci si tocca, ci si vede, ma non si è più insieme.
Il male è imperatore, la notte è regina. Si trema.
Un trono d’ombra è là. I miserabili fanno
Dei gruppi spaventosi nell’abisso profondo;
Si crede di vedere dei ghiacci che gli abissi trascinano;
Tutto è confuso e livido; e le tenebre ridono.
Il fondo del cielo è torbido, orribile e piovoso;
E il piccolo bambino che passa sembra vecchio.
Sembra che la vita eterna decresca.

L’anima allora è sinistra, e vede con angoscia
Queste occultazioni spaventose di Dio.

Si nasce? Si muore? Qual è il tempo? Qual è il luogo?
I popoli sono smarriti; questi fili d’erba rabbrividiscono;
Si sentono dei tocchi a martello e dei clarini che suonano;
Il vento è pesante, lo spazio è freddo, il globo è nudo;
Il demonio sorridendo dice: Io sono misconosciuto.

Il 6 maggio 1870.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-eclissi-victor-hugo/