La conosci, Dafne, questa antica romanza
Ai piedi del sicomoro, o sotto gli allori bianchi,
Sotto l’olivo, il mirto, o i salici tremanti,
Questa canzone d’amore che sempre ricomincia? …
Riconosci il TEMPIO dal peristilio immenso,
E i limoni amari dove s’imprimevano i tuoi denti,
E la grotta, fatale agli ospiti imprudenti,
Dove del dragone vinto dorme l’antico seme? ..
Ritorneranno, questi Dèi che tu piangi sempre!
Il tempo riporterà l’ordine degli antichi giorni;
La terra ha trasalito d’un soffio profetico …
Intanto la sibilla dal volto latino
È addormentata ancora sotto l’arco di Costantino
– E nulla ha turbato il severo portico.
Gérard de Nerval
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-delfica-gerard-de-nerval/
