Che cos’è la morte

Poesi di Victor Hugo Raccolta Le contemplazioniTemi MorteEpoca XIX secolo

Non dite: morire; dite: nascere. Credete.
Si vede ciò che vedo io e ciò che vedete voi;
Si è l’uomo malvagio che sono io, che siete voi;
Ci si getta nei piaceri, nei turbini, nelle feste;
Si cerca di dimenticare il basso, la fine, lo scoglio,
La cupa uguaglianza del male e della bara;
Ben que il più piccolo valga il più prospero;
Perché tutti gli uomini sono i figli dello stesso padre;
Sono la stessa lacrima e escono dallo stesso occhio.
Si vive, consumando i giorni a riempirsi d’orgoglio;
Si cammina, si corre, si sogna, si soffre, si pende, si cade,
Si sale. Qual è dunque quest’alba? È la tomba.
Dove sono? Nella morte. Vieni! Un vento sconosciuto
Vi getta sulla soglia dei cieli. Si trema; ci si vede nudi,
Impuri, orribili, annodati dalle mille nodi funebri
Dei propri torti, dei mali vergognosi, delle tenebre;
E improvvisamente si sente qualcuno nell’infinito
Che canta, e da qualcuno si sente che si è benedetti,
Senza vedere la mano da cui cade alla nostra anima malvagia
L’amore, e senza sapere quale sia la voce che canta.
Si arriva uomo, lutto, ghiaccio, neve; ci si sente
Fondere e vivere; e, d’estasi e d’azzurro riempiendosi,
Tutto il nostro essere freme della sconfitta strana
Del mostro che diventa nella luce un angelo.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-che-cos-e-la-morte-victor-hugo/