Spezzate loro zampe e vertebre,
Cacciate i ratti, i ratti.
E poi versate del grano nero,
La sera,
Nelle tenebre.
Un tempo, quando il mio cuore si spezzò,
Una donna lo raccolse
Per darlo ai ratti.
– Spezzate loro zampe e vertebre.
Spesso li ho visti nel focolare,
Macchie d’inchiostro tra l’intonaco,
Che rosicchiavano la mia morte.
– Spezzate loro zampe e vertebre.
Uno di essi, l’ho sentito
Salirmi addosso la notte,
E mordere ancora il fondo del buco
Che fece, nel mio petto,
Lo strappo del mio cuore folle.
– Spezzate loro zampe e vertebre.
La mia testa i venti vi passano,
I venti che passano sotto la porta,
E i ratti neri dall’alto in basso
Popolano la mia testa morta.
– Spezzate loro zampe e vertebre.
Perché nessuno sa più nulla.
E che importano il male, il bene,
I ratti, i ratti sono là, a mucchi,
Dite, verserete, questa sera,
Il grano nero,
A piene mani, nelle tenebre?
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-canzone-di-pazzo-3-emile-verhaeren/
