Io veglio. Non temer nulla. Attendo che tu t’addormenti.
Gli angeli sulla tua fronte verranno a posare le loro labbra.
Non voglio su di te un sogno dalle forme
Feroci;
Voglio che, vedendoti così, la tua mano nella mia,
Il vento muti il suo fragore di tempesta in suono di lira.
E che sul tuo sonno la notte sinistra venga
A sorridere.
Il poeta è chino sulle culle che tremano;
Parla loro, dice loro piano cose tenere,
È il loro innamorato, e le sue canzoni somigliano
Alle rose.
È più puro d’aprile che imbalsama il prato
E di maggio di cui l’uccello viene a saccheggiare il cesto;
La sua voce è un fremito d’anima, da rendere gelosa
L’ape;
Adora quei nidi di seta e di merletti;
Il suo cuore ha gaiezze nella fresca dimora
Che fan ridere a crepapelle con dolcezze tali
Che si piange;
È il buon seminatore delle fresche allegrezze;
Egli ride. Ma se i re e i loro servi senza numero
Vengono, se vede brillare pupille tigresche
Nell’ombra,
Se vede dal Vaticano, da Berlino o da Vienna
Uscire un agguato, un’orda, una bibbia,
Egli si erge, non ci vuol altro perché diventi
Terribile.
Se vede quel basilisco, Roma, o quel ragno,
Ignazio, o quell’avvoltoio, Bismarck, commettere il loro delitto,
Egli tuona, sente salire nella sua strofa indignata
L’abisso.
È detto. Basta canzoni. L’avvenire che egli reclama,
I popoli e il loro diritto, i re e la loro bravata,
Sono come un turbine di tempesta in cui quest’anima
Si dilegua.
Egli accorre. Torna, Francia, al tuo orgoglio primiero!
Liberazione! E si vede quest’uomo che si leva
Avendo Dio nel cuore e nell’occhio la luce
Del gladio.
E il suo pensiero, errante allora come le prue
Nell’onda e le bandiere nelle nere mischie,
È un immenso carro d’aurora dalle ruote
Alate.
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-canto-sulla-culla-victor-hugo/
