XXVIII
Vedete, un profumo risveglia il pensiero.
Ripiegate, bella fanciulla dall’alba accarezzata,
Questo ventaglio alato, porpora, oro e vermiglio,
Che trema nelle vostre mani come una grande farfalla,
E poi ascoltatemi. — Dio fa l’odore delle rose
Come fa un abisso, con altrettante cose.
Questo qui, che si muore sul vostro seno incantevole,
Non avrebbe quel profumo che sale dolcemente
Come un incenso divino verso la vostra pura bellezza,
Se il suo stelo, tra l’acqua, l’aria e il verde,
Prendendo nella creazione la sua parte di tutto,
Non avesse profondamente affondato da qualche parte,
Povero e fragile fiore per tutti i venti spalancato,
Nel seno misterioso della terra gigante.
Là, con un lento lavoro che Dio solo conosce,
Freschezza del flusso che corre, biancore del giorno che nasce,
Soffio di ciò che scorre, o vegeta, o si trascina,
Lo spirito di ciò che vive nella notte sotterranea,
Fumo, onda, vapore, da lontano come da vicino,
— Non senza fare con tutto scambi segreti, —
Essa ha rubato tutto, la sua calma all’antro scuro,
Al diamante la sua fiamma, alla foresta la sua ombra,
E forse, chissà? sull’ala del mattino
Qualche ineffabile alito all’oceano lontano!
E vivo alambicco che Dio stesso forma,
Dove filtra e si spande la terra, vaso enorme,
Con i boschi, i campi, le nuvole, le acque,
E l’aria tutta penetrata dai canti degli uccelli,
La radice, umile, oscura, al lavoro rassegnata,
Per lo splendido fiore bagnato dal sole,
Ha, senza nulla serbare, fatto questo profumo sì dolce,
Che viene sì mollemente dalla natura a voi,
Che vi incanta, e si mescola al vostro spirito, signora,
Poiché l’anima d’un fiore parla al cuore d’una donna.
Ancora una parola, e poi vi lascio sognare.
Perché raggiungendo il fine cui tutto deve elevarsi,
Ogni cosa quaggiù prenda un’attrazione suprema,
Perché il fiore profumi e perché la vergine ami,
Perché, attingendo la vita dal grande centro comune,
La corolla abbia un’anima e la donna un profumo,
Sotto il sole che splende, sotto l’amore che affascina,
Bisogna, fiore di bellezza, tenere per la radice,
L’una al mondo ideale, l’altra al mondo reale,
Le rose alla terra e le donne al cielo.
16 maggio 1837.
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-una-giovane-donna-victor-hugo/
