Or ora cantar volevo
come Francus sul bordo gallico
con la sua schiera venne a discendere,
ma il mio liuto, pizzicato dal mio dito,
non voleva, mio malgrado,
che cantare Amore e Cassandra.
Pensavo che, poiché sempre
avevo detto su di lui i miei amori,
le sue corde, per lungo uso,
cantassero d’amore, e che bisognasse
metterne altre, se si voleva
insegnargli un altro linguaggio.
E per farlo, non ci fu fusto,
archetto né corda che non fosse
scambiata con altre nuove:
ma dopo che fu rimontato,
più in alto di prima ha cantato
come soleva, le damigelle.
Or addio dunque, povero Francus,
la tua gloria, sotto le tue mura vinte,
si nasconderà sempre oppressa,
se al tuo nipote, il nostro Re,
tu non dici che in onore tuo
i faccia la mia Lira incrociata.
Pierre de Ronsard
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-sa-lyre-pierre-de-ronsard/
