A Laure, duchessa d’A.

Poesi di Victor Hugo Raccolta ArrayEpoca XIX secolo

XII

A LAURE, DUCHESSA D’A.

Poiché non hanno compreso nella loro angusta sfera,
Che dopo tanta splendore, potenza e orgoglio,
Era grande e bello che la Francia dovesse fare
L’elemosina di una fossa al tuo nobile feretro[1] ;

Poiché non hanno sentito che colei che senza timore
Sempre lodò la gloria e fustigò i carnefici
Ha il diritto di dormire sulla collina santa,
Ha il diritto di dormire all’ombra degli eroi ;

Poiché il ricordo delle nostre grandi battaglie
Non brucia in loro come un sacro flambeau ;
Poiché non hanno cuore ; poiché non hanno viscere ;
Poiché ti hanno rifiutato la pietra di un sepolcro ;

A noi tocca cantare un canto espiatorio !
A noi tocca offrirti il nostro lutto in ginocchio !
A noi, a noi tocca prendere la tua memoria
E seppellirla in un verso triste e dolce !

A noi questa volta tocca custodire, difendere
La morte contro l’oblio, suo pallido compagno ;
A noi tocca sfogliare rose sulla tua cenere ;
A noi tocca gettare allori sul tuo nome !

Poiché uno stupido affronto, povera donna addormentata,
Sale fino alla tua fronte che Cesare adornò di stelle,
A me, la cui mano la tua mano amica strinse,
Tocca dirti sottovoce : Non temere ! io sono qui !

Perché ho la mia missione ! perché, armato di una lira,
Pieno di inni irritati ardenti di effondersi,
Io custodisco il tesoro delle glorie dell’impero ;
Non ho mai sofferto che si osasse toccarlo !

Perché il tuo cuore abbondava di ricordi fedeli !
Nel nostro cielo sinistro e sui nostri tristi giorni,
Il tuo nobile spirito planava con nobili ali,
Come un’aquila spesso, come un angelo sempre !

Perché, forte nei tuoi mali e buona per i nostri,
Consegnata alla tempesta e donna in preda al destino,
Mai non imitasti l’esempio di tanti altri,
E di una viltà non ti facesti un porto !

Perché tu, la musa illustre, e io, l’oscuro apostolo,
Noi abbiamo in questo mondo avuto lo stesso mandato,
Ed è un nodo profondo che ci unisce l’uno all’altro,
Tu, vedova di un eroe, e io, figlio di un soldato !

Perciò, senza stancarmi, in questa Babilonia,
Dei vessilli insultati baciando ogni brandello,
Ho detto per l’imperatore : Rendetegli la sua colonna !
E dirò per te : Datele il suo sepolcro !

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-laure-duchessa-da-victor-hugo/