Salmo terzo

Poesi di Théodore Agrippa D'Aubigné Epoca XVI secolo

Dio, quale ammasso irto di ribelli, quale popolo raccolto!
O quante folli voci, e quante vane furie!
Han detto: Quest’uomo è misero, il povero non sente pronto
alcun soccorso da questo luogo, alcuna forza da Dio.
Ma mentono a se stessi: il Dio dei miei contro i miei nemici
è lo scudo sicuro e forte, contro il colpo di morte.
Per lui sollevo la fronte, lui che mi ascolta, lui dal santo monte
tanto elevato, ogni volta porge l’orecchio alla mia voce.
Perciò me ne andrò a dormire; né sussulti né timore avrò.
Poi sveglio non mi assale timore, spavento né sussulto:
ho da sua mano sicurezza, da sua mano senza pena hanno prestato
l’ombra del suono il sonno, l’alba del giorno il risveglio.
Venga la turba ad avvicinarsi, correre, accerchiare, o trincerarsi,
quando mi assedieranno, mille di fila e di fronte,
Dio che ha visto l’intimo del Maligno, gli spezzerà i denti,
d’ira il cuore spumeggiando, lingua, palato bestemmiando
Dio saprà il saluto di Sion ben condurre al suo fine,
anche il cuore dei suoi riempire e crescere di beni.
Gloria sia al Padre, al Figlio e allo Spirito, fonte degli spiriti
Quale che sia e sarà, nei secoli, così sia.

Théodore Agrippa d’Aubigné

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-salmo-terzo-theodore-agrippa-d-aubigne/