La talpa e i conigli

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Ognun di noi sovente conosce bene i suoi difetti:
ammetterlo, è un’altra cosa;
si preferisce soffrire mali veri
piuttosto che confessare che ne sono la causa.
Mi ricordo a questo proposito
di essere stato testimone di un fatto
assai sorprendente e difficile a credersi:
ma l’ho visto, ecco la storia.
Presso un bosco, la sera, in disparte,
in una superba prateria,
dei conigli si divertivano, sull’erbetta fiorita,
a giocare a mosca cieca.
Dei conigli! Direte, la cosa è impossibile.
Nulla è più vero però: una foglia flessibile
sugli occhi di uno di essi si applicava come benda,
e poi sotto il collo si annodava.
Un istante bastava all’uopo.
Colui che quel nastro privava della luce
si metteva nel mezzo; gli altri all’intorno
saltavano, danzavano, facevan meraviglie,
si allontanavano, tornavano a turno
a tirargli la coda o le orecchie.
Il povero cieco allora, voltandosi d’un tratto,
senza temere il buio pesto, getta a caso la zampa;
ma la truppa scappa in fretta,
non afferra che vento, si tormenta invano,
ci starà fino a domani.
Una talpa alquanto sventata,
che sottoterra udì quel rumore,
esce subito dal suo rifugio
e si mescola alla partita.
Voi giudicate che, non vedendoci,
fu presa al primo passo.
Signori, dice un coniglio, sarebbe coscienza,
e la giustizia vuole che alla nostra povera sorella
usiamo un po’ di favore;
è senza occhi e senza difesa:
così io sono d’avviso… no, risponde con foga
la talpa, sono presa, e presa per davvero;
mettetemi la benda. – Molto volentieri, mia cara,
eccola; ma credo che non sia necessario
che stringiamo il nodo ben forte.
– Perdonatemi, signore, riprese ella in collera,
stringete bene, ché ci vedo… stringete, ci vedo ancora.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-talpa-e-i-conigli-jean-pierre-claris-de-florian/