La scimmia e il leopardo

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Satira, UmorismoEpoca 17e siècle

La scimmia e il leopardo
guadagnavano alla fiera:
ognuno faceva il suo reclamo.
Uno diceva: Signori, il mio merito e la mia gloria
sono noti in buona parte; il Re mi ha voluto vedere;
e, se muoio, vuole avere
un manicotto della mia pelle; tanto è screziata,
piena di macchie, marezzata,
e vergata, e punteggiata.
La screziatura piace; così ognuno lo vide.
Ma fu presto fatto, presto ognuno uscì.
La scimmia dal canto suo diceva: Venite, di grazia,
venite, signori. Io faccio cento giochi di prestigio.
Questa diversità di cui tanto vi si parla,
il mio vicino leopardo l’ha solo su di sé;
io, l’ho nello spirito: il vostro servo Gille,
cugino e genero di Bertrand,
scimmia del Papa in vita sua,
di fresco in questa città
arriva con tre barche apposta per parlarvi;
poiché parla, lo si sente; sa danzare, ballare,
fare giochi d’ogni sorta,
passare nei cerchi; e tutto per sei soldi!
No, signori, per un soldo; se non siete contenti,
restituiremo a ciascuno il suo denaro alla porta.
La scimmia aveva ragione: non è sull’abito
che la diversità mi piace, è nello spirito:
l’una fornisce sempre cose piacevoli;
l’altra in meno di un momento stanca gli spettatori.
Oh! quanti grandi signori, simili al leopardo,
non hanno che l’abito per ogni talento!

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-scimmia-e-il-leopardo-jean-de-la-fontaine/