La scimmia e il gatto

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Animali, PoliticaEpoca 17e siècle

Bertrand con Raton, l’un scimmia e l’altro gatto,
commensali d’una casa, avevano un comune padrone.
Di animali malefici era un ottimo piatto;
non ne temevano alcuno, chiunque potesse essere.
Se si trovava qualcosa in casa guastato,
non se la prendevano con la gente del vicinato.
Bertrand rubava tutto; Raton dal canto suo
era meno attento ai topi che al formaggio.
Un giorno all’angolo del fuoco i nostri due padroni ladri
guardavano arrostire delle castagne.
Rubarle era un ottimo affare:
i nostri furbi ci vedevano doppio profitto,
il loro bene in primo luogo, e poi il male altrui.
Bertrand disse a Raton: Fratello, bisogna oggi
che tu faccia un colpo da maestro.
Tirami fuori queste castagne. Se Dio mi avesse fatto nascere
adatto a tirar castagne dal fuoco,
certo le castagne vedrebbero bel gioco.
Detto fatto: Raton con la sua zampa,
in modo delicato,
scosta un po’ la cenere, e ritira le dita,
poi le riporta più volte;
tira fuori una castagna, poi due, e poi tre ne ruba.
E intanto Bertrand le divora.
Una serva arriva: addio gente mia. Raton
non era contento, si dice.
Così non lo sono la maggior parte di quei Principi
che, lusingati da un simile impiego,
vanno a scottarsi in delle Province
per il profitto di qualche Re.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-scimmia-e-il-gatto-jean-de-la-fontaine/