Sul bordo d’un pozzo profondissimo
Dormiva disteso in lungo e in largo
Un Fanciullo allora ancora in collegio.
Per gli Scolari tutto è letto e materasso.
Un uomo onesto in simile frangente
Avrebbe fatto un salto di venti braccia.
Lì vicino, per fortuna,
La Fortuna passò, lo svegliò dolcemente,
Dicendogli: Mio carino, vi salvo la vita.
Siate un’altra volta più saggio, ve ne prego.
Se foste caduto, se la sarebbero presa con me;
Eppure era colpa vostra.
Vi chiedo, in buona fede,
Se questa imprudenza così grande
Venga dal mio capriccio. Ella parte a queste parole.
Quanto a me, approvo il suo discorso.
Non accade nulla nel mondo
Che ella non debba risponderne.
Di tutti gli Echi ne facciamo la colpa.
Ella è presa a garante di tutte le avventure.
Si è sciocchi, sventati, si prendono male le misure;
Si crede di esserne quitati accusando il proprio destino:
Insomma la Fortuna ha sempre torto.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-fortuna-e-il-giovane-fanciullo-jean-de-la-fontaine/
