Una capinera il cui canto
incantava gli echi con la sua dolcezza estrema
sperò di superare l’usignolo stesso,
e gli lanciò una sfida. Si scelse nel bosco
un luogo adatto alla gara. I giudici presero posto:
erano il fanello, il canarino,
il pettirosso e il lucherino.
Tutti gli altri uccelli si appollaiarono dietro di loro.
Due vecchi cardellini e due giovani fringuelli
furono guardie del campo, il merlo era trombettiere.
Dà il segnale: subito la capinera
fa udire i più dolci suoni;
con abilità varia
dai suoi accenti filati la toccante armonia,
e rapisce tutti i cuori con le sue tenere canzoni.
L’assemblea applaude. Subito si fa silenzio:
allora l’usignolo comincia.
Tre accordi puri, uguali, brillanti,
che termina una giusta e perfetta cadenza,
sono il preludio dei suoi canti;
poi la sua gola flessibile,
percorrendo senza sforzo tutti i toni della sua voce,
ora vivo e frettoloso, ora lento e sensibile,
stupisce e rapisce a un tempo.
I giudici tuttavia restavano in bilico.
Il fanello, il canarino, amici della capinera,
non volevano affatto assegnare il premio:
gli altri disputavano. L’assemblea in silenzio
ascoltava i loro dotti pareri,
quando una ghiandaia gridò: vittoria alla capinera!
Quella parola decise la sua sconfitta:
per l’usignolo subito
l’areopago alato a una voce si pronuncia.
Così il suffragio di uno sciocco
fa più male della sua critica.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-capinera-e-l-usignolo-jean-pierre-claris-de-florian/
