Il vaccaro e il guardacaccia

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Colin un giorno custodiva le vacche di suo padre ;
Colin non aveva una pastorella,
e si annoiava tutto solo. Il guardacaccia esce dal bosco :
dall’alba, dice, corro in questa pianura
dietro a un vecchio capriolo che ho mancato due volte
e che mi ha lasciato senza fiato.
È passato di là in basso,
gli rispose Colin : ma, se siete stanco,
riposatevi, custodite le mie vacche al posto mio,
e io andrò a fare la vostra caccia ;
rispondo io del capriolo. – in fede mia, lo voglio bene.
Tieni, ecco il mio fucile, prendi con te il mio cane,
va’ a ucciderlo. Colin si prepara,
si arma, chiama Sultan. Sultan, benché a malincuore,
corre con lui verso la foresta.
Il cane batte i cespugli ; va, viene, fiuta, si ferma,
e ecco il capriolo… Colin impaziente
spara subito, manca la bestia,
e ferisce il povero Sultan.
Dietro al cane che guaisce,
Colin ritorna al prato.
Trova il guardacaccia che russa ;
di vacche, neanche l’ombra ; erano state rubate.
Lo sventurato Colin, strappandosi i capelli,
percorre gemendo i monti e le valli ;
non vede nulla. La sera, senza vacche, tutto vergognoso,
Colin ritorna da suo padre,
e gli racconta tremando la faccenda.
Questi, afferrando un bastone di corniolo,
corregge il suo caro figlio dalle sue folli idee,
poi gli dice : ognuno al suo mestiere,
le vacche saranno ben custodite.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-vaccaro-e-il-guardacaccia-jean-pierre-claris-de-florian/