L’Uccello di Giove portando via un montone,
Un Corvo testimone della scena,
E più debole di reni, ma non meno ghiotto,
Volle all’istante fare altrettanto.
Gira intorno al gregge,
Sceglie tra cento Montoni il più grasso, il più bello,
Un vero Montone da sacrificio:
Era stato riservato per la bocca degli Dei.
Gaio il Corvo diceva, covandolo con gli occhi:
Non so chi fu tua nutrice;
Ma il tuo corpo mi pare in meraviglioso stato:
Tu mi servirai da pasto.
Sull’animale belante a queste parole si abbatte.
La creatura pecorina
Pesava più di un formaggio, oltre che la sua lana
Era di estrema grossezza,
E mescolata all’incirca allo stesso modo
Della barba di Polifemo.
Ella impigliò così bene gli artigli del Corvo
Che il povero animale non poté ritirarsi.
Il Pastore viene, lo prende, lo mette in gabbia bell’e bene,
Lo dà ai suoi bambini per servire da trastullo.
Bisogna misurarsi, la conseguenza è netta:
Male incoglie ai Volatili il fare i Ladri.
L’esempio è un’esca pericolosa:
Non tutti i mangiatori di gente sono grandi Signori;
Dove passò la Vespa, resta il Moscerino.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-corvo-che-voleva-imitare-l-aquila-jean-de-la-fontaine/
