Un ciuffolotto, un corvo, ciascuno in una gabbia,
abitavano la stessa casa.
L’un incantava col suo canto
la moglie, il marito, la gente, tutta la famiglia :
l’altro li stancava senza posa con le sue grida ;
chiedeva pane, arrosto, formaggio,
che ci si affrettava a portargli,
affinché volesse ben tacere.
Il timido ciuffolotto non faceva che cantare,
e non chiedeva nulla : così, per l’ordinario,
lo si dimenticava ; il povero uccello
mancava spesso di grano e d’acqua.
Quelli che più lodavano l’armonia del suo canto
non avrebbero fatto il minimo passo
per vedere se la mangiatoia era piena.
Gli volevano bene però, ma non ci pensavano.
Un giorno lo si trovò morto di fame nella sua gabbia.
Ah ! Che disgrazia ! Dicono : ahimè ! Cantava così bene !
Di che cosa dunque è morto ? Certo, è gran danno !
Il corvo grida ancora e non manca di nulla.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-ciuffolotto-e-il-corvo-jean-pierre-claris-de-florian/
