I calabroni e le api

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi InsettiEpoca 17e siècle

All’opera si conosce l’Artigiano.
Alcuni favi di miele senza padrone si trovarono:
I calabroni li reclamarono;
Le api opponendosi,
Davanti a una certa vespa si portò la causa.
Era difficile decidere la cosa.
I testimoni deponevano che intorno a quei favi
Animali alati, ronzanti, un po’ lunghi,
Di colore molto fulvo, e simili alle api,
A lungo erano apparsi. Ma che! nei calabroni
Quei segni erano identici.
La vespa, non sapendo che dire a queste ragioni,
Fece nuova indagine, e per maggior lume
Ascoltò un formicaio.
Il punto non poté essere chiarito.
“Di grazia, a che serve tutto questo?
Disse un’ape molto prudente,
Da ormai sei mesi che la causa è pendente,
Eccoci come ai primi giorni.
Nel frattempo il miele si guasta.
È tempo ormai che il giudice si affretti:
Non ha forse abbastanza leccato l’Orso?
Senza tanti contrasti, e interlocutorie,
E scartoffie, e pastrocchi,
Lavoriamo, i calabroni e noi:
Si vedrà chi sa fare, con un succo così dolce,
Celle sì ben costruite.”
Il rifiuto dei calabroni fece vedere
Che quell’arte superava il loro sapere;
E la vespa aggiudicò il miele alle loro parti.
Piacesse a Dio che si regolassero così tutte le liti!
Che dei Turchi in ciò si seguisse il metodo!
Il semplice buon senso ci terrebbe luogo di Codice;
Non ci vorrebbero tante spese;
Invece che ci si mangia, ci si truffa,
Ci si mina con lungaggini;
Si fa tanto, alla fine, che l’ostrica è per il giudice,
Le conchiglie per i litiganti.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-i-calabroni-e-le-api-jean-de-la-fontaine/