Invano il giorno succede al giorno,
scivolano senza lasciare traccia;
nulla si cancella nella mia anima,
o ultimo sogno d’amore!
Vedo i miei rapidi anni
accumularsi dietro di me,
come la quercia intorno a sé
vede cadere le sue foglie appassite.
La mia fronte è sbiancata dal tempo;
il mio sangue raffreddato scorre a stento,
simile a quell’onda che incatena
il soffio gelido degli aquiloni.
Ma la tua giovane e brillante immagine,
che il rimpianto viene a abbellire,
nel mio petto non saprebbe invecchiare
come l’anima, essa non ha età.
No, non hai lasciato i miei occhi;
e quando il mio sguardo solitario
cessò di vederti sulla terra,
all’improvviso ti vidi nei cieli.
Là, mi appari ancora tale
quale fosti in quell’ultimo giorno,
quando verso la tua celeste dimora
tu volasti con l’aurora.
La tua pura e toccante bellezza
nei cieli stessi ti ha seguita;
i tuoi occhi, in cui si spegneva la vita,
raggiano d’immortalità!
L’amoroso alito dello zefiro
solleva ancora le tue lunghe chiome;
sul tuo seno i loro flutti ondulosi
ricadono in trecce d’ebano,
L’ombra di quel velo incerto
addolcisce ancora la tua immagine,
come l’alba che si libera
dagli ultimi veli del mattino.
Del sole la celeste fiamma
con i giorni ritorna e fugge;
ma il mio amore non ha notte,
e tu risplendi sempre sulla mia anima.
Sei tu che sento, che vedo,
nel deserto, nella nube;
l’onda riflette la tua immagine;
lo zefiro mi porta la tua voce.
Mentre la terra sonnecchia,
se sento il vento sospirare,
credo di sentirti mormorare
parole sacre al mio orecchio.
Se ammiro quei fuochi sparsi
che cospargono il velo delle notti,
credo di vederti in ogni stella
che più piace ai miei sguardi.
E se il soffio dello zefiro
mi inebria del profumo dei fiori.
Nei suoi più soavi odori
è il tuo respiro che respiro.
È la tua mano che asciuga le mie lacrime,
quando vado, triste e solitario,
a spargere in segreto la mia preghiera
presso gli altari consolatori.
Quando dormo, tu vegli nell’ombra;
le tue ali riposano su di me;
tutti i miei sogni vengono da te,
dolci come lo sguardo di un’ombra.
Durante il mio sonno, se la tua mano
dei miei giorni sciogliesse la trama,
celeste metà della mia anima,
andrei a svegliarmi nel tuo seno!
Come due raggi dell’aurora,
come due sospiri confusi,
le nostre due anime non formano più
che un’anima, e io sospiro ancora!
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ricordo-alphonse-de-lamartine/
