Il cielo è puro, la luna è senza nube:
già la notte nel calice dei fiori
versa la perla e l’ambra delle sue lacrime;
nessun zefiro agita il fogliame.
Sotto un pergolato, tranquillamente assiso,
dove il lilla fluttua e pende sul mio capo,
sento scorrere i miei pensieri rinfrancati
nei profumi che la natura prepara.
Dei boschi la cui ombra, in questi prati biancheggianti,
con lentezza si disegna e riposa,
due usignoli, gelosi dei loro accenti,
vanno a turno a risvegliare la primavera
che sonnecchiava sotto questi cespi di rose.
Melodioso, solitario Ségrais,
fino al mio cuore portate la vostra pace!
Dei prati pure attraversando il silenzio,
sento in lontananza, verso quel ridente soggiorno,
la voce del cane che ringhia e veglia intorno
all’umile tetto che abita l’innocenza.
Ma come! già, bella notte, ti perdo!
Tra i cieli all’aurora socchiusi,
Febe non ha più che chiarezze morenti,
e lo zefiro, rasentando il frutteto,
dall’oriente, con un rumore leggero,
viene a posarsi su questi steli tremanti.
Chateaubriand
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-notte-di-primavera-francois-rene-de-chateaubriand/
