La mia anima è triste fino alla morte!

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Armonie poetiche e religioseEpoca XIX secolo

… Ho vissuto ; cioè a me stesso ignoto
Mia madre gemendo mi ha gettato debole e nudo ;
Ho contato nel cielo il tramonto e l’aurora
Di un astro che discende per risalire ancora,
E che l’uomo, che si logora a contarli invano,
Attende, sempre deluso, sempre un domani ;
La mia anima ha, per alcuni giorni, animato della sua vita
Un po’ di quel fango a quei solchi rapito,
Che ripugnava a vivere e tendeva alla morte,
Faceva per dissolversi un eterno sforzo,
E che con il dolore a stento trattenevo ;
Il dolore ! nodo fatale, misteriosa catena,
Che nell’uomo stupito riunisce per un giorno
Due nature lottanti in un contrario amore
E di cui ciascuna a parte sarebbe degna d’invidia,
L’una nel suo nulla e l’altra nella sua vita,
Se la vita e la morte non sono lo stesso, ahimè !
Due parole create dall’uomo e che Dio non intende ?
Ora questo legame che ciascuno di essi accusa,
Pronto a rompersi infine sotto il dolore che lo consuma,
Lascia svanire come un sogno leggero
L’ineplicabile tutto che vuole dividersi ;
Non tenterò di riannodarne la trama,
Abbandono alla loro sorte e i miei sensi e la mia anima :
Che vadano dove Dio sa, ciascuno per conto suo !
Addio, mondo fuggente ! natura, umanità,
Vana forma dell’essere, ombra di un meteoro,
Ci conosciamo troppo per ingannarci ancora !

Sì, ti conosco troppo, o vita ! …
Come sai bene indorare il tuo magico lontano !
Quanto è bello l’orizzonte del tuo ridente mattino !
Quando il primo amore e la fresca speranza
Ci dischiudono lo spazio dove la nostra anima si slancia
Portando con sé solo innocenza e bellezza,
E che di un solo oggetto il nostro cuore incantato
Dice come Romeo : « No, non è l’aurora !
Amiamo sempre ! l’uccello non canta ancora ! »
Tutta la felicità dell’uomo è in questo solo istante ;
Il sentiero dei nostri giorni è verde solo in salita !
Da quel punto della vita in cui se ne sente il termine
Si vede svanire tutto ciò che essa racchiude ;
La speranza riprende il volo verso l’Oriente ;
Si trova in fondo a tutto il vuoto e il nulla ;
Prima di aver assaporato l’anima si sazia ;
Fin dentro quell’amore che può creare la vita
Si sente una voce : Create per morire !
E il bacio di fuoco sente un brivido correre !
Quando la felicità non ha più né lontano né mistero,
Quando la nube d’oro lascia nuda questa terra,
Quando la vita una volta ha perduto il suo errore,
Quando non mente più, della felicità è finita !
… Ah ! se appariste senza ombra e senza emblema,
Fonte della luce e tu luce stessa,
Anima dell’infinito, che risplendi di te !
Se, colpiti soltanto da un raggio della tua fede,
Ti riflettessimo nella nostra intelligenza,
Come un mare oscuro dove nuota un disco immenso,
Tutto svanirebbe davanti a quel puro sole,
Come l’ombra al mattino, come un sogno al risveglio ;
Tutto si evaporerebbe sotto il raggio di fiamma,
La materia, e lo spirito, e le forme, e l’anima,
Tutto sarebbe per i nostri occhi, alla tua pura chiarità,
Ciò che è la pallida immagine alla realtà !
La vita, al tuo aspetto, non sarebbe più la vita,
Essa si eleverebbe trionfante e rapita,
O, se la tua volontà comprimesse il suo trasporto,
Essa non sarebbe più che un’eterna morte !
Malgrado il velo spesso che ti nasconde alla mia vista,
Ecco, ecco il mio male ! è la tua sete che mi uccide !
La mia anima non è verso di te che un eterno sospiro,
Una veglia che nulla può più assopire ;
Muoio di non poter nominare ciò che adoro,
E se tu mi appari ! vedi, muoio ancora !
E della mia impotenza alla fine convinto,
Eccomi ! a domandare se ho mai vissuto,
Toccando il termine oscuro dei miei brevi anni,
Contando i miei passi perduti e le mie ore suonate,
Altrettanto sorpreso di vivere, altrettanto vuoto, altrettanto nudo,
Che il giorno in cui si dice : Un bambino mi è venuto !
Pronto a rientrare sotto l’erba, a inaridire, a tacere,
Come il filo d’acqua che, sgorgato dalla terra,
Vi rientra di nuovo dalla terra inghiottito
A pochi passi dal suolo da cui era uscito !
Solo che quest’acqua fugge senza sapere che scorre ;
Questa sabbia non sa dove l’onda la rotola ;
Non hanno né sentimento, né mormorio, né pianto,
E io, vivo abbastanza per sentire che muoio !
Morire ! ah ! questa sola parola fa orrore della vita !
L’eternità vale forse un’ora di agonia ?
Il dolore ci precede, e ci dà alla luce del giorno,
Il dolore alla morte ci dà alla luce a sua volta !
Non misuro più il tempo che essa mi lascia,
Come misuravo, nella mia verde giovinezza,
Aggiungendo ai giorni lunghi giorni a venire,
Ma, sottraendoli al mio breve avvenire,
Dico : Un giorno in più, un giorno in meno ; l’aurora
Mi sottrae uno di quelli che mi restavano ancora ;
non li aspetto più, come nel mio mattino,
Pieni, brillanti, e dorati dei raggi del lontano,
Ma spenti, ma pallidi, scoloriti e vuoti
Come un’urna incrinata e i cui fianchi aridi
Lasciano fuggire l’acqua del cielo che l’uomo vi cerca invano,
Passato senza ricordo, presente senza domani,
E so che il giorno è simile alla vigilia,
E il mattino non ha più voce che mi risvegli,
E invidio alla tomba il lungo sonno che dorme,
E la mia anima è già triste come la morte !

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-mia-anima-e-triste-fino-alla-morte-alphonse-de-lamartine/