Il pastore e il suo gregge

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Animali, Politica, SatiraEpoca 17e siècle

Come? Mi mancherà sempre
Qualcuno di questo popolo imbecille!
Sempre il Lupo me ne ghermirà!
Invano li conterò: erano più di mille,
E mi hanno lasciato rapire il nostro povero Robin;
Robin montone che per la città
Mi seguiva per un po’ di pane,
E che mi avrebbe seguito fino alla fine del mondo.
Ahimè! della mia zampogna egli udiva il suono!
Mi sentiva venire da cento passi all’intorno.
Ah il povero Robin montone!
Quando Guillot ebbe finito questa orazione funebre
E reso di Robin la memoria celebre,
Arringò tutto il gregge,
I capi, la moltitudine, e fino al più piccolo agnello,
Scongiurandoli di tenere fermo:
Ciò solo basterebbe per allontanare i Lupi.
Fede di popolo d’onore, gli promisero tutti
Di non muoversi più che un termine.
Vogliamo, dissero, soffocare il ghiottone
Che ci ha preso Robin montone.
Ognuno ne risponde sulla sua testa.
Guillot li credette, e fece loro festa.
Tuttavia, prima che fosse notte,
Arrivò nuovo intoppo,
Un Lupo apparve; tutto il gregge fuggì:
Non era un Lupo, non era che l’ombra.
Arringate dei cattivi soldati,
Prometteranno di fare strage;
Ma al minimo pericolo addio tutto il loro coraggio:
Il vostro esempio e le vostre grida non li tratterranno.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-pastore-e-il-suo-gregge-jean-de-la-fontaine/