La mia dimora è costruita sul bordo del mare grigio;
Gli svassi, le procellarie e i bianchi gabbiani
Interrompono i loro voli tra le sue banderuole
Le cui frecce di ferro stridono nella brezza;
Dal lato del mare, il lichene la ricopre;
Un’edera la riveste dal lato della terra;
Dalla mia porta vedo la landa aspra e severa;
Ma è sui grandi flutti che la mia finestra si apre.
Se talvolta guardo, un breve istante, lo spazio
Cosparso di dolmen, dominato da calvari,
Dove, tra le ginestre senza fine e le brughiere,
Qua e là un boschetto di querce si raccoglie;
Se ascolto, un istante, il suono debole delle campane
Giungere fino a me da un villaggio invisibile,
Nei giorni di nebbia dolce in cui il mare più placido
Ha sospeso il suo rumore selvaggio tra le rocce;
Passo lunghi giorni e le notti quasi intere,
Appoggiata al balcone da cui scorgo l’onda,
Il cui ondeggiamento senza riposo si snoda,
Sotto nuvole pesanti o chiarori leggeri.
Vedo l’aspro combattimento dei venti contro le onde,
Le onde sollevarsi, curvarsi e rilucere,
Le correnti d’un verde pallido dove l’argento si distende,
E flutti grigi giocare con flutti di fiamme;
Ascolto una musica incessante e profonda,
I lenti sospiri che trascinano e muoiono sulla riva,
L’ira che lo scontro delle scogliere solleva,
E l’emozione di cui il mare avvolge il mondo.
E soprattutto guardo, all’orizzonte, le vele
Che passano rigando il cielo con le loro corde,
O vele, tornate dai vostri lontani viaggi?
Navigate verso cieli seminati d’altre stelle?
E, sempre appoggiata al balcone solitario,
Il mio cuore vive nella nebbia dove l’orizzonte spira,
Perché colui che attendo partì su un naviglio,
E non tornerà dal lato della terra.
Auguste Angellier
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-balcone-sul-mare-auguste-angellier/
