Lacrima

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta Ultimi versiEpoca XIX secolo

Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle contadine,
bevevo, accovacciato in qualche brughiera
circondata da teneri boschi di noccioli,
da una nebbia di pomeriggio tiepida e verde.

Che potevo bere in quella giovane Oise,
olmi senza voce, prato senza fiori, cielo coperto.
Che traevo dall’otre di colocasia?
Qualche liquore d’oro, insipido e che fa sudare.

Così, sarei stato una cattiva insegna d’osteria.
Poi il temporale cambiò il cielo, fino a sera.
Furono paesi neri, laghi, pali,
colonnati sotto la notte blu, stazioni.

L’acqua dei boschi si perdeva su sabbie vergini,
il vento, dal cielo, gettava ghiaccioli nelle pozze…
Ora! come un pescatore d’oro o di conchiglie,
dire che non mi sono curato di bere!

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-lacrima-arthur-rimbaud/