Iscrizione

Poesi di Charles Cros Raccolta Il collare di artigliEpoca XIX secolo

La mia anima è come un cielo senza confini;
Ha immensità cupe
E innumerevoli soli chiari;
Così, nonostante il male, la mia vita
Di tanti diamanti rapita
Si specchia nel ruscello dei miei versi.

Dirò dunque con queste parole
Le mie visioni che si credevano folli,
La mia risposta ai mondi lontani
Che ci inviavano i loro messaggi,
Lampi incompresi dai nostri sapienti
E che, stanchi, si sono spenti.

Nella mia ricerca consueta
Tutti i segreti della luce,
Tutti i misteri del cervello,
Ho tutto frugato, ho saputo tutto dire,
Far piangere e far ridere
E mostrare il mondo nuovo.

Ho voluto che i toni, la grazia,
Tutto ciò che riflette uno specchio,
L’ebbrezza di un ballo d’opera,
Le sere di rubini, l’ombra verde
Si fissino sulla lastra inerte.
L’ho voluto, così sarà.

Come i tratti nelle cammei
Ho voluto che le voci amate
Siano un bene, che si conserva per sempre,
E possano ripetere il sogno
Musicale dell’ora troppo breve;
Il tempo vuole fuggire, io lo sottometto.
E gli uomini, senza ironia,
Diranno che avevo del genio
E, nei secoli placati,
Le donne diranno che le mie labbra,
Nonostante le lotte e le febbri,
Sapevano i supremi baci.

Charles Cros

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-iscrizione-charles-cros/