La pigra freddura
Dell’inverno ha fatto il suo tempo:
Ecco la stagion gioiosa
Del delizioso primaverile.
La terra è d’erbe adorna,
L’erba di fiorellini lo è;
Il fogliame ritornato
Fa ombra nella foresta.
Di gran mattino la fanciulla
Va a prevenire il calore
Per della rosa nuova
Cogliere l’odorante fiore;
Per avere miglior grazia,
Sia che ne adorni il seno,
Sia che presente ne faccia
Al suo amico di sua mano;
Che dalla sua mano avendola ricevuta
Per ricordo d’amore,
Non la perderà punto di vista,
Baciandola cento volte il giorno.
Ma udite nel boschetto
Il flageoletto del pastore,
Che stuzzica il gorgheggio
Dell’usignolo boschereccio.
Vedete l’onda chiara e pura
Incresparsi nei ruscelli;
Dentro vedete il verde
Di quei vicini arboscelli.
Il mare è calmo e bonaccio;
Il cielo è sereno e chiaro;
La nave fino alle Indie passa;
Un buon vento la fa volare.
Le messaggere api
Fanno qua e là un dolce rumore,
Volteggiando tra i fiorellini
Per cogliere ciò che loro giova.
Nel loro alveare esse accumulano
Dei migliori fiori il fiore:
È a fine che ne facciano
Del miele la dolce liquore.
Tutto risuona di voci nette
Di tutte razze d’uccelli:
Per i campi le allodole,
I cigni sopra le acque.
Alle case le rondinelle,
Ai usignoli nei boschi,
In gaie canzoni nuove
Esercitano le loro belle voci.
Dunque il dolore e l’agio
Dell’amore io canterò,
Come la sua fiamma o cattiva
O buona io sentirò.
E se il cantare mi aggrada,
Non è forse con ragione,
Poiché così tutto si ricrea
Con la gaia stagione?
Jean-Antoine de Baïf
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-del-primaverile-jean-antoine-de-baif/
