Aiuole di amaranti fino al
piacevole palazzo di Giove.
– So che sei Tu che, in questi luoghi,
mescoli il tuo azzurro quasi di Sahara!
Poi, come rosa e abete del sole
e liana hanno qui i loro giochi racchiusi,
gabbia della piccola vedova!…
Che
stormi d’uccelli, oh ia io, ia io!…
– Calme case, antiche passioni!
Chiosco della Pazza per affetto.
Dopo le natiche dei roseti, balcone
ombroso e molto basso della Giulietta.
– La Giulietta, ricorda l’Enrichetta,
incantevole stazione della ferrovia,
in cuor d’un monte, come in fondo a un frutteto
dove mille diavoli blu danzano nell’aria!
Panchina verde dove canta nel paradiso di tempesta,
sulla chitarra, la bianca Irlandese.
Poi, dalla sala da pranzo della Guyana,
chiacchiericcio dei bambini e delle gabbie.
Finestra del duca che mi fai pensare
al veleno delle lumache e del bosso
che dorme quaggiù al sole.
E poi
è troppo bello! troppo! Serbiamo il nostro silenzio.
– Boulevard senza movimento né commercio,
muto, tutto dramma e tutta commedia,
riunione delle scene infinita
ti conosco e t’ammiro in silenzio.
Arthur Rimbaud
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-bruxelles-arthur-rimbaud/
