Il re don Juan [1]
Un giorno cavalcando
Vide sulla montagna
Granada di Spagna ;
Le disse d’un tratto :
Città graziosa,
Il mio cuore ti dono
Con la mia mano.
Ti sposerò,
Poi porterò in dono
Alla tua città
Cordova e Siviglia.
Superbi ornamenti
E perle fini
Ti destino
Per i nostri amori.
Granada risponde :
Gran re di León,
Al Moro legata,
Io sono maritata.
Tieni i tuoi doni :
Ho per ornamento
Ricca cintura
E bei figli.
Così tu dicevi ;
Così tu mentivi.
O mortale ingiuria !
Granada è spergiura !
Un cristiano maledetto
D’Abenceraggio
Tiene l’eredità :
Era scritto !
Mai il cammello
Non porta al sepolcro,
Presso la piscina,
Il hadji di Medina.
Un cristiano maledetto
D’Abenceraggio
Tiene l’eredità :
Era scritto !
O bell’Alhambra !
O palazzo d’Allah !
Città delle fontane !
Fiume dalle verdi pianure !
Un cristiano maledetto
D’Abenceraggio
Tiene l’eredità :
Era scritto !
1. Attraversando un paesaggio montuoso, tra Algeciras e Cadice, mi fermai in una venta situata in mezzo a un bosco. Non vi trovai che un ragazzino di quattordici o quindici anni e una bambina all’incirca della stessa età, fratello e sorella, che intrecciavano accanto al fuoco delle stuoie di giunco. Cantavano una romanza di cui non capivo le parole, ma il cui motivo era semplice e ingenuo. Il tempo era spaventoso ; rimasi due ore alla venta. I miei giovani ospiti ripeterono così a lungo le strofe della loro romanza, che mi fu facile impararne il motivo a memoria. È su questo motivo che ho composto la romanza dell’Abenceraggio. Forse nella canzone dei miei due piccoli spagnoli si parlava di Aben-Hamet. Del resto, il dialogo di Granada e del Re di León è imitato da una romanza spagnola.
Chateaubriand
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-ballata-dellabenceraggio-francois-rene-de-chateaubriand/
