Alla Belgio

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Ahimè, dai giorni degli estremi combattimenti,
le tue compagne sono lo spavento e la sventura;
non hai più per paese che brandelli di dune
e pianure in fiamme sull’orizzonte, laggiù.

Anversa e Gand e Liegi e Bruxelles e Bruges
ti furono strappate e gemono in lontananza
senza che i tuoi occhi ancora valorosi ne siano testimoni
né che le tue braccia armate ancora ne siano rifugio.

Tu sei quella in grande lutto che vivi con il mare
per imparare a resistere sotto le tempeste
e tu pensi e tu piangi, ma ti ostini
nel terrore e nell’orgoglio delle tue sconfitte.

Ti senti grande immensamente, benché vinta,
fosti leale e chiara e ferma, come ai tempi
in cui l’onore sotto i cieli si affermava splendente
in cui la gloria valeva davvero di essere vissuta.

Il tuo povero angolo di suolo dove resta in piedi,
di fronte alla tempesta, un re con la sua fede armata,
tu lo popoli ancora di cannoni e di eserciti,
per tenerlo tragicamente fino alla fine.

Ti innalzi così in alto che sei solitaria
nella gloria, nella bellezza, nel dolore
e che ognuno ti esalta e ti ammira nel suo cuore,
come mai un popolo lo fu sulla terra.

Che importa a questo amore l’angoscia della tua sorte
e che Ypres sia deserto, e Dixmude, rovina,
e che, vuoto e cavo come un tenebroso petto,
si elevi in fondo alla sera l’immenso campanile morto.

Nell’ora in cui questa cenere è ancora la Patria
noi l’amiamo in ginocchio con tale slancio
che di ciascuno dei muri saccheggiati e traballanti,
baceremmo la pietra spaccata e ferita.

E se domani l’uomo tedesco subdolo e folle
finisse di morderti nella sua stretta livida,
dolce Belgio amato, spera e credi comunque:
il tuo paese messo a morte è immortale, in noi.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-alla-belgio-emile-verhaeren/