No, mio caro, grazie al cielo! per tre parole di critica
non mi sono fatto poeta satirico;
il mio silenzio non è, sebbene se ne possa dubitare,
una pretesa di farmi ascoltare.
Posso bene, credo, senza timore e senza invidia,
quando vedo cadere la musa svanita
in mezzo al guazzabuglio dei nostri romanzi nati morti,
bruciarle, passando, la mia penna sotto il naso;
ma censurare gli sciocchi, che il cielo me ne preservi!
Quando ne sentissi il calore e la verve,
in questo triste combattimento foss’anche vincitore,
il disgusto che ne ho me ne toglierebbe il cuore.
Novembre 1842.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-alfred-tattet-alfred-de-musset/
