Su un ritratto di santa

Poesi di Victor Hugo Epoca XIX secolo

Sei tu, snaturata! Sì, eccoti, sei tu
Che facesti tacere il tuo cuore per ascoltare la tua fede,
Che, per guadagnarti il tuo cielo di larva e di civetta,
Calpestasti la tua anima, madre sorda-muta,
E che, quando tuo figlio si coricava di traverso
Alla tua porta, piangendo e con le due braccia aperte,
Camminasti su tuo figlio per entrare nel chiostro.

Quando l’amore decresceva, credesti sentire Dio crescere;
Ah! Pazzo! Ed eccoti, volto di austerità!
Va’, la santità fredda è falsa santità.
Credere di piacere al Dio di luce e di gloria
Perché d’anima bianca ci si fa anima nera,
Perché si è dapprima soffiato sul proprio flambeau,
Perché si viene a lui, non essendo più che un sepolcro
Dove coloro che vi amavano in anticipo hanno dovuto scendere,
E di cui si è il marmo e di cui essi sono la cenere!
O tetra visione! Cattivo sogno che fanno
Coloro che disertano Dio nel profondo convento!
Dio è la ragione; Dio è l’amore; Dio è l’essere;
È il dovere di vivere dopo il diritto di nascere;
È l’immensa chiarità sull’immensa battaglia.
Egli ha voluto che l’uomo amasse, conquistasse, cadesse,
E non fosse fantasma e lutto. Il saio di bigello
Non dà all’uomo una buona curvatura;
Diventare ombra è oscurare il santo luogo;
Avvicinandosi allo spettro, ci si allontana da Dio.

Niente chiostro; la vita. Un velo copre un sogno.
Il merito non è, quando verso Dio ci si eleva,
Di rigettare, come un vestito smesso,
I propri parenti, la propria patria e la propria umanità;
Di fuggire dal proprio cuore come da un fango;
Di dire: — Strappatemi, Cristo, perché io sia angelo,
Mio padre, questo straccio, mia madre, questo cencio! —
Di mettere alla natura atterrita un bavaglio;
Di gridare: — I miei figli in cui tutto il mio sangue si mescola,
Mio figlio nella sua culla, mia figlia alla mammella,
Tutto questo è la notte, perché solo Dio è il giorno. —
Di cancellare in sé la famiglia e l’amore
Come dei controsensi che vi nascondono il testo;
E di perdere la forma umana, col pretesto
Che si sale e si va nel firmamento blu.
Facciamo, pur fissando il nostro sguardo su Dio,
Tutti i nostri doveri di figlio o di fratello o di padre.
Siamo l’essere che si piega, anche quando spera.
Per lo spirito verso il bene, per la carne verso il male;
Senza lasciare il reale, conquistiamo l’ideale;
Restiamo uomo, salendo verso il sepolcro austero.
Bisogna andare al cielo camminando sulla terra.

Il 9 marzo 1855.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-su-un-ritratto-di-santa-victor-hugo/