Sui rami che l’aria arrugginisce e che il gelo indora,
Come per un prodigio inaudito del sole,
Con più languore e più fascino ancora,
Le rose dell’aiuola aprono il loro cuore vermiglio.
Nel suo canestro d’oro, agosto colse le ultime:
I petali di porpora hanno cosparso il prato.
Ma ecco che, d’improvviso, i cespugli primaverili
Profumano i mattini della stagione tarda.
I boschetti sono rapiti, il cielo stesso si stupisce
Di vedere, sul rosaio che non vuole morire,
Nonostante il vento, la pioggia e la brina d’autunno,
I boccioli, tutti gonfi di sangue rosso, fiorire.
In questi fiori che la sera malinconica distende,
È l’anima delle primavere appassite che, per un giorno,
Risale, e di corolla in corolla si esala,
Come sospiri di sogno e sorrisi d’amore.
Tardive fioriture del giardino che declina,
Voi avete la dolcezza squisita e il profumo
Degli antichi ricordi, così dolci, nonostante la spina
Dell’illusione morta e della felicità defunta.
Charles-Nérée Beauchemin
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-rose-dautunno-charles-neree-beauchemin/
