Quando al tempio noi saremo
Inginocchiati, faremo
I devoti secondo l’uso
Di coloro che per lodar Dio
Umili si curvano nel luogo
Più segreto della chiesa.
Ma quando nel letto noi saremo
Intrecciati, faremo
I lascivi secondo le guise
Degli amanti che liberamente
Praticano follemente
Nelle lenzuola cento carezze.
Perché dunque, quando voglio
O mordere i tuoi bei capelli,
O baciare la tua bocca amata,
O toccare il tuo bel seno,
Controfai la monaca
Dentro un chiostro rinchiusa?
Per chi serbi i tuoi occhi
E il tuo seno delizioso,
La tua guancia e la tua bella bocca?
Vuoi forse baciare Plutone
Laggiù, dopo che Caronte
Ti avrà messa nella sua navicella?
Dopo il tuo ultimo trapasso,
Gracile, non avrai laggiù
Che una boccuccia smorta;
E quando morto, ti vedrò
Agli Spiriti non confesserò
Che un tempo fosti mia amante.
La tua testa non avrà più pelle,
Né il tuo viso così bello
Avrà vene né arterie:
Non avrai più che i denti
Tali come si vedono dentro
Le teste dei cimiteri.
Dunque, finché vivi,
Cambia, mia signora, parere,
E non risparmiarmi la tua bocca:
Subito morirai,
Allora ti pentirai
Di essermi stata ritrosa.
Ah, io muoio! Ah, baciami!
Ah, mia signora, avvicinati!
Fuggi come cerbiatto che trema.
Almeno sopporta che la mia mano
Si diverta un poco nel tuo seno,
O più in basso, se ti sembra bene.
Pierre de Ronsard
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-quando-al-tempio-noi-saremo-pierre-de-ronsard/
