Ore tristi

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Ahimè, quale sera! questa sera di veglia uggiosa.
Odio, non so più; voglio, non so;
Ah anima mia, verso un nulla se n’è andata,
Verso un nulla, molto lontano non so dove, laggiù?

Squilla a distesa sopra la mia testa,
Il vento, suona a morto, e i ceri benedetti
Che si accendevano, durante la paura della tempesta,
I buoni ceri si sono spenti e sono finiti.

Questo si perde, questo se ne va, questo si disgrega,
Questo si lamenta in me, così monotono,
E sembra un grido d’uccello, che si sfilaccia.
Che si sfilaccia al vento d’inverno, lontanamente.

Oh queste lunghe ore dopo queste lunghe ore,
E senza tregua, sempre, e senza sapere perché
E senza sapere perché queste angosce maggiori;
Oh queste lunghe ore di ore attraverso di me!

Una tortura? – Oh voi che le sapete così tristi
Queste notti tristi, e che danzate, al vento del Nord,
Furori d’uragano, sulle paludi e i viburni
E gli stagni e i sentieri e sulla morte;

Una tortura in me colpisce e mi lacera?
Una tortura a pieni lampi, come falci
E sciabole, attraverso la mia miseria;
Una tortura, a colpi di chiodi e di martelli?

Laggiù, queste grandi croci al crocevia delle strade,
Queste croci! – Oh! non potervi sanguinare il cuore; queste croci,
Dove si aggrappano grida di spazio e di sconfitte,
Grida e stracci di vento nei grandi boschi.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ore-tristi-emile-verhaeren/