Molti di questi dèi sono periti
Su di loro piangono i salici
Il grande Pan l’amore Gesù Cristo
Son ben morti e i gatti miagolano
Nel cortile io piango a Parigi
Io che so lai per le regine
I lamenti dei miei anni
Inni di schiavo alle murene
La romanza del male amato
E canzoni per le sirene
L’amore è morto ne tremo tutto
Adoro begli idoli
I ricordi che gli somigliano
Come la donna di Mausolo
Resto fedele e dolente
Sono fedele come un dogue
Al padrone l’edera al tronco
E i Cosacchi Zaporoghi
Ubriaconi pii e ladroni
Alle steppe e al decalogo
Portate come un giogo il Crescente
Che interrogano gli astrologi
Io sono il Sultano onnipotente
O miei Cosacchi Zaporoghi
Vostro Signore abbagliante
Diventate miei fedeli sudditi
Aveva scritto loro il Sultano
Risero a questa notizia
E risposero all’istante
Al chiarore d’una candela
Guillaume Apollinaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-molti-di-questi-dei-sono-periti-guillaume-apollinaire/
