Beato l’occhio illuminato di questo giorno senza nubi
Che qui in basso lo contempla e lo legge in ogni cosa!
Beato il cuore innamorato di questa grande immagine,
Sempre vuoto e ingannato se Dio non lo riempie!
Ah! per quello solo la natura è la sua ombra!
Invano il tempo si vela e i cieli si ritraggono!
Il cielo non ha abisso e il tempo non ha numero
Che lo celino a questi occhi!
Per chi non lo vede in essa tutto è notte e misteri,
Questo alfabeto di gioco sparso nel cielo
È simile per loro a quei vani caratteri
Il cui senso, se ne hanno, nei tempi si è perduto!
Il sapiente sotto le sue mani li gira e li spezza
E dice: Non è che un gioco di un’arte capricciosa;
E cento volte cadendo queste lettere che disprezza
Da sole hanno scritto il nome misterioso!
Ma questa lingua, invano dai tempi smarrita,
Si legge ieri come oggi;
Poiché non ha che un nome sotto la sua lettera sacra,
Lui solo! lui ovunque! sempre lui!
Quanto è dolce per l’anima che pensa
E fluttua nell’immensità
Tra il dubbio e la speranza,
La luce e l’oscurità,
Vedere questa idea eterna
Brillare senza posa sopra di lei
Come una stella dai fuochi costanti,
Consolarla sotto le sue nubi,
E mostrarle le due rive
Bianche della schiuma del tempo!
Invano le onde degli anni
Rotolano nel loro flusso e riflusso
Le credenze abbandonate
E gli imperi trascorsi
Invano l’opinione che lotta
Nel suo trionfo o nella sua caduta
Trascina un mondo al suo declino;
Essa brilla sulla sua rovina,
E la storia che illumina
Rapisce il suo mistero al destino!
Essa è la scienza del saggio,
Essa è la fede della virtù!
Il sostegno del debole, e il pegno
Per cui il giusto ha combattuto!
In essa la vita ha il suo giudice
E l’infortunio il suo rifugio,
E il dolore si rallegra.
Unica chiave del grande mistero,
Togliete questa idea alla terra
E la ragione svanisce!
Tuttavia il mondo, che oblia
L’anima assorta nel suo creatore,
Accusa la sua fede di follia
E le rimprovera la sua felicità,
Simile all’uccello delle tenebre
Che, incantato dai bagliori funebri,
Rimprovera all’uccello del mattino
Di credere al giorno che è appena sorto
E di librarsi davanti all’aurora
Ebbro del raggio divino!
Ma che importa all’anima che inonda
Questo giorno che nulla può velare!
Essa lascia rotolare il mondo
Senza ascoltarlo e senza mescolarvisi!
Come una perla di rugiada
Che fa sprizzare l’onda infranta
Su rocce risonanti,
Vi si asciuga pura e virginale,
E sola nei cieli si esala
Con la luce e l’incenso!
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-lidea-di-dio-seguito-di-jehova-alphonse-de-lamartine/
