Avete mai visto, a Barcellona,
un’andalusa dal sen bruno?
Pallida come una bella sera d’autunno!
È la mia amante, la mia leonessa!
La marchesa d’Amaëgui!
Ho composto molte canzoni per lei,
mi sono battuto assai spesso.
Assai spesso ho fatto la sentinella,
per vedere l’angolo della sua pupilla,
quando la sua tenda tremava al vento.
È mia, mia soltanto al mondo.
Le sue grandi sopracciglia nere sono mie,
il suo corpo flessuoso e la gamba rotonda,
la sua chioma che l’inonda,
più lunga d’un mantello di re!
È mio il suo bel collo che si china
quando dorme nel suo boudoir,
e la sua basquina sui fianchi,
il suo braccio nella manina bianca,
il suo piede nello stivaletto nero!
Dio vero! Quando il suo occhio sfavilla
sotto la frangia dei suoi riccioli,
solo per toccare la sua mantiglia,
per tutti i santi di Castiglia,
si farebbe rompere le ossa.
Com’è superba nel suo disordine,
quando cade, i seni nudi,
quando la si vede, ansante, torcersi
in un bacio di rabbia, e mordere
gridando parole sconosciute!
E com’è folle nella sua gioia,
quando canta al mattino,
quando, tirando la sua calza di seta,
fa, sul suo fianco che si piega,
scricchiolare il suo corsetto di raso!
Orsù, mio paggio, in imboscate!
Orsù! la bella notte d’estate!
Voglio stasera serenate
da far dannare gli alcaldi
da Tolosa al Guadalete.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-landalusa-alfred-de-musset/
