Già la sera col suo vapore azzurrognolo
Avvolgeva i campi silenziosi;
Dalla nube erano velati i cieli:
Mi avanzavo verso la pietra grigiastra.
Dall’alto di un monte un’onda rugente
Si slanciava: sotto larghi sicomori,
In quel deserto di calma minacciosa,
Rotolavano flutti agitati e sonori.
Il nero torrente, raddoppiando vigore,
Entrava impetuoso nella foresta oscura
Di quegli abeti, dall’aspetto pieno di languore,
Che, trascurati come nel dolore,
Lasciano cadere la loro lunga chioma,
Di ramo in ramo errando a caso.
Guardandosi in un silenzio spaventoso,
Rocce nude si elevavano, tenebrose;
La loro fronte arida e le loro cime selvagge
Vedevano scivolare e fumare le nuvole:
Le loro lunghe sommità, in prisma divise,
Erano dalle acque e dai muschi rose.
Convolvoli, d’umidi capillari,
Coprivano i fianchi di quei monti solitari;
Più tristemente ancora edere
Si sospendevano alle rocce inaccessibili;
E contrastato, tinto di colori pacati,
Il giunco, coperto delle sue farfalle d’oro,
Rideva al vento su siti terribili.
Ma tutto svanisce, e sorpreso dalla notte,
Sdraiato tra eriche lanose,
Sul corrente delle onde tempestose
Vado a chinare la mia fronte carica di tedio.
Chateaubriand
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-sera-in-una-valle-francois-rene-de-chateaubriand/
