Alla Francia.
Uccello che con fedele guardia
Apri gli occhi e fai la sentinella
Sotto il silenzio della notte,
Svegliando con voce ardita
La schiera dal sonno intorpidita
E dalla pigrizia, al tuo alto canto.
Uccello dalla cresta purpurea,
Compagno dell’Aurora dorata,
Tromba dei fuochi del Sole,
Che ti posi alla stessa ora
In cui egli tuffa in mare la sua chioma
Per tornare allegro al lavoro.
Non bastava forse che l’arroganza
Del vostro occhio domasse la potenza
E l’ira dei leoni più fieri,
Senza che per acquistare valore
Si indurisse ancor questa pietra
Nel ventre cavo delle vostre gole?
Testimone quel lottatore indomabile,
Quel forte Milone inespugnabile,
Che munito della virtù
Di questa pietra, per sua gloria
Ha sempre guadagnato la vittoria,
Ovunque abbia combattuto.
Si dice inoltre, che chi la porta
Ha la mente pura, la grazia accorta
Del ben dire, e che riscaldando
Il freddo ghiaccio della sua anima,
Delle fiere rigidezze della sua Donna
Alla fine rimane trionfante.
Dentro la bocca essa modera
La sete che bruciando ci assetta:
È nerastra, o di colore
Di cristallo: e non se ne trova
Che ritenga più di una fava
O in lunghezza o in grossezza.
Fa’ che la stirpe soprannominata
Dal tuo nome, la cui fama
È sparsa per l’Universo,
Non alteri mai la potenza
Che ha conquistato con il suo valore,
Con forza e con assalti diversi.
Rémy Belleau
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-pietra-del-gallo-remy-belleau/
