Per le pianure della mia paura, volta a Nord,
Ecco il vecchio pastore dei Novembri che suona il corno,
In piedi, come una sventura, sulla soglia dell’ovile mesto,
Che suona lontano il richiamo dei greggi della morte.
La stalla è là, greve e vecchia come un rimorso,
In fondo ai miei paesi di tristezza senza confini,
Che un ruscello, orlato di menta e di viburno,
Stanco delle sue onde pesanti, appassisce, con un corso tortuoso.
Pecore nere, con croci rosse sulle spalle,
E arieti color fuoco rientrano, a colpi di bastone,
Come i suoi lenti peccati, nella mia anima di terrore;
Il vecchio pastore dei Novembri suona la tempesta.
Dite, quale volo di lampi ha sfiorato la mia testa
Perché, stasera, la mia vita abbia avuto tanta paura di me?
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-paura-emile-verhaeren/
