A Catulle Mendès.
Su questo coperchio di tomba
Ella dorme. L’oscuro artista
Che l’ha scolpita ha visto il bello
Senza nulla di triste.
Giungendo le mani, gli occhi felici
Sotto il velo delle palpebre,
Ella ha sogni d’amore
Nelle sue preghiere.
Sotto le pieghe pesanti del vestito,
La carne appare ribelle,
Senza dimenticare del tutto
Che era bella.
Riportate sul seno gelido
Le braccia, in strette maniche,
Sognano l’amante che hanno avvinto
Le loro catene bianche.
Il levriero, come un tempo
In attesa di una carezza,
Dorme accovacciato contro i piedi freddi
Della sua padrona.
*
Tutto il passato rivive. Vedo
Gli splendori signorili.
Gli stemmi e gli scudi
Delle grandi sale.
Gli alti soffitti di legno, orlati
Di sculture emblematiche,
Le cacce, i tornei ricamati
Sulle tappezzerie.
Nella sua poltrona, senza alcun pensiero
Delle persone di cui la stanza è piena,
A che cosa può dunque sognare così,
La castellana?
I suoi occhi dove brillano a tratti
Gli orgogli interiori,
Leggono malinconicamente
Un libro d’ore.
*
Quando una donna sogna così
Fiera della sua rara bellezza,
È qualche dramma senza pietà
Che si prepara.
Forse a tempo, in pieno fiore,
Costei fu messa in terra.
Ben che implacabile, il dolore
Ne fu austero.
L’amante non ha visto offuscarsi,
Al soffio dell’infedele,
La purezza del ricordo
Che aveva di lei.
La morte non ha raggiunto il bello.
La carne perversa è uccisa,
Ma la forma è, su una tomba,
Perpetuata.
Charles Cros
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-dama-in-pietra-charles-cros/
