La conquista

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Il mondo è fremente di treni e di navi.

Da Est a Ovest, da Sud a Nord,
Striduli e violenti,
Vanno e fuggono;
E i loro segnali e i loro fischi squarciano
L’alba, il giorno, la sera, la notte;
E il loro fumo enorme e trasversale
Sbarra le città colossali
E la pianura e la riva e i flutti e i cieli.
E il tuono sordo delle loro ruote rullanti,
E il rumore rauco e ansante delle loro caldaie
Fanno sussultare, a colpi tumultuosi di gong,
Qui, laggiù, dovunque, fino nel suo cuore profondo,
La terra.

E la fatica delle braccia e lo sforzo dei cervelli
E il lavoro delle mani e il volo dei pensieri,
Si intrecciano attorno alle meravigliose reti
Che disegna lo slancio dei treni e dei vascelli,
Attraverso la distesa immensa e angosciata.
E città di fiamma e d’ombra, all’orizzonte,
E stazioni, di vetro e di ghisa si levano,
E grandi porti costruiti per la lotta o il sogno
Incurvano il loro molo e sollevano i loro ponti;
E fari i cui bagliori bruscamente ruotano
Illuminano la notte e remano sul mare;
E qui è Marsiglia, Amburgo, Glasgow, Anversa,
E laggiù è Bombay, Singapore e Melbourne.

Oh queste navi chiare e questi convogli giganti
Carichi di pelli, di legno, di frutti, d’ambra o di rame
Attraverso i paesi del simun o della brina,
Attraverso l’oceano selvaggio o torpido!
Oh queste foreste in fondo alla stiva, oh queste cave
Che trasportano, la schiena curva, dei pesanti vagoni
E questi marmi dorati più belli delle luci
E questi minerali freddi più chiari dei veleni,
Ammasso variopinto di spoglie massicce
Venuto dal Capo, da Sakhalin o da Ceylon,
Attorno a cui si agita in rabbie convulsive
Tutto il combattimento dell’oro torrido e virulento!

Oh l’oro! sangue della forza implacabile e moderna;
L’oro meraviglioso, l’oro sconvolgente, l’oro criminale,
L’oro dei troni, l’oro dei ghetti, l’oro degli altari;
L’oro sotterraneo di cui le banche sono le caverne
E che sogna, nei loro fianchi, prima di andarsene
Sul mare che attraversa o sulla terra che calpesta,
Nutrire o affamare, ingrandire o avvilire
Il cuore miriadico e rosso della folla!

Un tempo l’oro era puro e si votava agli dèi.
Era l’anima in fuoco di cui fermentava il loro fulmine.
Quando i loro templi uscivano bianchi e nudi dalla polvere,
Esso ne ornava il fastigio e rifletteva i cieli.
Ai tempi degli eroi biondi, si fece leggendario;
Siegfried, tu venisti a lui nel tramonto marino,
E i tuoi occhi guardavano il suo blocco auricolare,
Brillare, come un sole, sotto i flutti verdi del Reno
Ma oggi l’oro vive e respira nell’uomo
È la sua fede tenace e il suo duro assioma,
Vaga, lampo livido, attorno alla sua follia;
Intacca il suo cuore, corrompe la sua bontà;
Quando la brusca rovina alle rovine si allea,
L’oro sconvolge e devasta, come la guerra,
La formidabile speranza delle città della terra.

Eppure è grazie a lui
Che l’uomo, un giorno, ha raddrizzato la testa
Perché l’immensità sia la sua conquista.
Oh l’abbaglio attraverso gli spiriti!
I metalli conduttori di rapide parole,
Sopra i venti folli, sotto il mare folle,
Sembrano i nervi tesi di un immenso cervello.
Tutto pare obbedire a qualche ordine nuovo.
L’Europa è una fucina dove si batte l’idea.
Razze dei vecchi paesi, forze disarmoniche,
Voi annodate i vostri destini sparsi, da quando
L’oro mette sotto le vostre fronti la stessa speranza pulsante;
Havre e moli appiccicosi di pece e di resine,
Magazzini neri, cantieri stridenti, rosse officine,
Il vostro lavoro gigante stringe in ogni senso i suoi nodi
Da quando l’oro sulla terra acceca l’oro dei cieli.
È l’oro di vita o l’oro di morte, è l’oro lirico
Che aggira l’Asia e penetra l’Africa;
È l’oro al di là dell’Oceano, l’oro migratore
Scagliato dai poli bianchi verso gli equatorî rossicci,
L’oro che brilla sulle glorie o sui disastri,
L’oro che ruota, attorno ai secoli, come gli astri;
L’oro unanime e chiaro che guida, ostinatamente,
Di mare in mare, di continente in continente,
Dovunque il loro albero si drizzi, dovunque la loro rotaia si stenda,
Dovunque! lo slancio domato dei treni e delle navi.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-conquista-emile-verhaeren/