La carità

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Meditazioni poeticheEpoca XIX secolo

Dio disse un giorno al suo sole:
— Tu per cui il mio nome risplende, tu che la mia destra invia
a portare all’universo il mio splendore e la mia gioia,
perché l’immensità mi lodi al suo risveglio;
di questi doni meravigliosi che la tua luce effonde,
di questi passi di gigante che tu fai nei cieli,
di questi raggi vivi che ogni palpebra beve,
quale ti rende, dimmi, in tutta la tua carriera,
più simile a me stesso e più grande ai tuoi occhi?

Il sole rispose velandosi il volto:
— Non è l’illuminare l’immisurabile spazio,
il far scintillare le sabbie dei deserti,
il fondere del Libano la corona di ghiaccio,
né il contemplarmi nello specchio dei mari,
né lo spumeggiare di fuoco sulle onde dei venti:
ma è il insinuarmi nelle fessure della pietra
del carcere dove langue il prigioniero nella sua torre,
e l’asciugarvi lacrime sul ciglio di una palpebra
che nella penombra allieta un solo raggio del giorno!

— Bene! riprese Geova; è come il mio amore!
Ciò che dice il raggio al Benefattore supremo,
io, l’insetto che canta, lo dico a me stesso.
Ciò che dà alla mia lira un brivido di felicità,
non è il fremere al soffio vano della gloria,
né il gettare al tempo un nome per la sua memoria,
né il salire al cielo in un inno vittorioso;
ma è il risuonare, nella notte del mistero,
per l’anima senza eco di un povero solitario
che non ha che un suono lontano per ogni rumore sulla terra,
e l’insinuarvi la mia voce per le fessure del cuore.

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-carita-alphonse-de-lamartine/