Jeanne addormentata (II)

Poesi di Victor Hugo Temi InfanziaEpoca XIX secolo

Ella dorme; i suoi begli occhi si riapriranno domani;
e il mio dito che ella tiene nell’ombra riempie la sua mano;
io leggo, avendo cura che nulla la svegli,
dei giornali pii; tutti m’insultano; l’uno consiglia
di mettere a Charenton chiunque legga i miei versi;
l’altro vota al rogo le mie opere perverse;
l’altro, a cui una lacrima inumidisce le palpebre,
invita i passanti a gettarmi pietre;
i miei scritti sono un mucchio lugubre e velenoso
dove tutti i neri draghi del male torcono i loro nodi;
l’altro crede all’inferno e me ne dichiara apostolo;
l’uno mi chiama Anticristo, l’altro Satana, e l’altro
temerebbe di trovarmi la sera all’angolo di un bosco;
l’uno mi porge la cicuta e l’altro mi dice: Bevi!
Ho demolito il Louvre e ucciso gli ostaggi;
faccio sognare al popolo non si sa quali spartizioni;
Parigi in fiamme manda alla mia fronte il suo rossore;
sono incendiario, assassino, sgozzatore,
avaro, e sarei stato meno cupo e meno sinistro
se l’imperatore mi avesse voluto fare ministro;
sono l’avvelenatore pubblico, l’assassino;
così vengono in folla intorno a me a gridare
tutte queste voci che gettano l’onta, senza fine, senza tregua;
eppure il bambino dorme, e, come se il suo sogno
mi dicesse: — Sii tranquillo, o padre, e sii clemente! —
sento la sua mano premere dolcemente la mia.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-jeanne-addormentata-ii-victor-hugo/