Il lago

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Meditazioni poeticheTemi NaturaEpoca XIX secolo

Così, sempre sospinti verso nuove rive,
Nella notte eterna trascinati senza ritorno,
Non potremo mai sull’oceano degli anni
Gettare l’ancora un solo giorno?

O lago! l’anno appena ha finito la sua corsa,
E presso i flutti amati che doveva rivedere,
Guarda! io vengo solo a sedermi su questa pietra
Dove tu la vedesti sedere!

Tu muggivi così sotto queste rocce profonde,
Così ti infrangevi sui loro fianchi lacerati,
Così il vento gettava la spuma delle tue onde
Sui suoi piedi adorati.

Una sera, te ne ricordi? navigavamo in silenzio;
Non si udiva in lontananza, sull’onda e sotto i cieli,
Che il rumore dei rematori che battevano in cadenza
I tuoi flutti armoniosi.

D’improvviso accenti ignoti alla terra
Dalla riva incantata colpirono gli echi;
Il flutto fu attento, e la voce che mi è cara
Lasciò cadere queste parole:

«O tempo! sospendi il tuo volo, e voi, ore propizie!
Sospendete il vostro corso:
Lasciateci assaporare le rapide delizie
Dei più belli dei nostri giorni!

«Abbastanza infelici quaggiù vi implorano,
Scorrete, scorrete per loro;
Prendete con i loro giorni le cure che li divorano;
Dimenticate i felici.

«Ma io chiedo invano qualche momento ancora,
Il tempo mi sfugge e fugge;
Dico a questa notte: Sii più lenta; e l’aurora
Dissiperà la notte.

«Amiamo dunque, amiamo dunque! dell’ora fuggitiva,
Affrettiamoci, godiamo!
L’uomo non ha porto, il tempo non ha riva;
Esso scorre, e noi passiamo!»

Tempo geloso, è possibile che questi momenti d’ebbrezza,
In cui l’amore a lunghi flutti ci versa la felicità,
Volino via da noi con la stessa velocità
Dei giorni di sventura?

E che! non potremo almeno fissarne la traccia?
Che! passati per sempre! che! tutti interi perduti!
Questo tempo che li diede, questo tempo che li cancella,
Non ce li renderà più!
Eternità, nulla, passato, oscuri abissi,
Che fate dei giorni che inghiottite?
Parlate: ci restituirete quegli estasi sublimi
Che ci rapite?

O lago! rocce mute! grotte! foresta oscura!
Voi, che il tempo risparmia o che può ringiovanire,
Serbate di questa notte, serbate, bella natura,
Almeno il ricordo!

Che sia nel tuo riposo, che sia nelle tue tempeste,
Bel lago, e nell’aspetto delle tue ridenti colline,
E in questi neri abeti, e in queste rocce selvagge
Che pendono sulle tue acque.

Che sia nello zefiro che freme e passa,
Nei rumori delle tue sponde dalle tue sponde ripetuti,
Nell’astro dalla fronte d’argento che imbianca la tua superficie
Con le sue molli chiarità.

Che il vento che geme, la canna che sospira,
Che i profumi leggeri della tua aria imbalsamata,
Che tutto ciò che si ode, si vede o si respira,
Tutto dica: Essi hanno amato!

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-lago-alphonse-de-lamartine/