Quando lessi Petrarca, essendo ancora fanciullo,
Desiderai avere anch’io qualche gloria in sorte.
Amava da poeta e cantava da amante;
Della lingua degli dèi lui solo seppe far uso.
Lui solo ebbe il segreto di cogliere al passaggio
I battiti del cuore che durano un momento,
E, ricco d’un sorriso, ne incideva l’immagine
Con la punta d’un stilo d’oro su un puro diamante.
O voi che mi rivolgete una parola amica,
Che la scrivevate ieri e la dimenticherete domani,
Ricordatevi di me che ve ne ringrazio.
Ho il cuore di Petrarca e non ho il suo genio;
Non posso quaggiù che dare per via
La mia mano a chi mi chiama, a chi mi ama la vita.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-figlio-del-tiziano-alfred-de-musset/
